IN – Gioco di luci e colori per un locale contemporary industrial
Abbiamo già raccontato come l’ispirazione primaria di IN sia stata per l’architetto Salvatore Terranova e l’ingegnere Giorgia Testa di LineaT Studio sia venuta dal gioco di contrasti tra matericità e morbidezza. Ogni elemento incluso nel progetto ha contribuito alla buona riuscita del mood finale: un corposo studio illuminotecnico, come la scelta di una palette cromatica ad hoc.
Ingegnere Testa, ci ha raccontato di questa alternanza tra matericità e morbidezza. Che ruolo hanno giocato le luci?
Essenziale, direi. Per quanto riguarda l’illuminazione il lavoro è stato complicato e certosino perché l’ambiente di IN è molto grande e alto e il rischio era quello di creare un ambiente troppo buio o troppo acceso. Abbiamo realizzato un attento studio illuminotecnico – faretto per faretto – per valutare il fascio di luce effettivo e abbiamo voluto che il risultato finale fosse quello di un corpo illuminante che si concentrasse sui tavoli, per dare luminosità, un effetto marcatamente ricercato e al tempo stesso la garanzia di una luce soffusa e non invasiva.
Importante anche la scelta delle cromie dominanti…
Assolutamente sì. Nella nostra palette cromatica abbiamo inserito come colori dominanti le sfumature del mattone e salmone e quelle del verde.
I primi, perché richiamassero i mattoni a vista, il secondo per creare un ideale fil rouge con l’albero centrale. E poi perché in un ambiente così vasto e con soffitti alti e solo piccole finestre, ci premeva inserire un concept vitale e più naturalistico che scaldasse gli ambienti.
Come avete scelto le sedute?
Operando per contrasto e scegliendo un tessuto morbido in netta contrapposizione con il grezzo dei materiali materici.
Attenzione che avete riportato anche ai più piccoli dettagli…
Proprio così: assolutamente nulla è stato lasciato al caso nella creazione di IN. Basti pensare, ad esempio, che per i sottopiatti della mise en place, abbiamo optato per il materiale rame che ben si sposasse con i colori dominanti in sala. Oppure che nell’area servizi abbiamo scelto di collocare due lavabi a terra con miscelatore, che riprendessero le tubature di una volta e in generale ricreassero un effetto industrial, come da vecchio capannone.
Qual è lo stile di IN?
Il design è contemporaneo, per quanto tutto dipenda dalla soggettività di chi guarda e di cosa l’occhio colga.
In generale abbiamo voluto creare uno stile non scontato, in cui tutto – a partire da forme e materiali – sono inconsueti.
Abbiamo infatti dato importanza ai materiali trattandoli poco, per dare evidenza alla loro matericità insita.
E in questo siamo stati molto fortunati ad aver incontrato una committenza “illuminata”: il cliente ci ha dato la massima libertà di osare e rischiare e questo ci ha permesso di esprimere al massimo la creatività del nostro studio nell’effettiva concretizzazione di IN.